Basilica dell'Annunciazione - Riflessioni sul cattolicesimo di oggi

Cattolici oggi
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Basilica dell'Annunciazione

Alla Basilica dell'Annucizione
( dal diario di viaggio del 2012 in Terrasanta)

A poche decine di metri siamo entrati successivamente nella basilica dell'Annunciazione .
La chiesa è molto bella e di stile moderno essendo stata recentemente edificata sulle rovine delle numerose chiese precedenti.
L'originalità della chiesa, a parte il porticato esterno nel quale trovano posto numerosi dipinti e mosaici della Madonna realizzati in paesi diversi, consta sul fatto che è su due piani.
Il primo nel quale, interrata e centralmente trovano posto gli scavi della grotta della Madonna sormontata da un altare, mentre al piano di sopra esiste un'altra chiesa con un grande foro centrale dal quale è possibile vedere l'edicola della Madonna.


Dopo la vista abbiamo assistito alla S. messa celebrata da don Flavio.

La sera, dopo cena, (ma del giorno successivo) alcuni ci avevano invitato a partecipare al rosario serale in basilica ed effettivamente, da buoni miscredenti non ne avevamo tanta voglia fino....fino ad incamminarci anche noi verso la basilica distante poche centinaia di metri dall'hotel.

Incuriositi dalle numerose persone presenti alla fine ci siamo fermati anche noi e la prima esperienza "non turistica" ma di fede è stata coronata da una bellissima ed indimenticabile esperienza.

L'Ave Maria veniva alternativamente recitata in arabo, (Salam Maria), in ebraico (Shalom Maria), in inglese, in italiano e forse in polacco. Alla fine di ogni gruppo di preghiere veniva poi cantato il ritornello dell'Ave Maria come da musica allegata.
La Basilica dell'Annunciazione

La casa-grotta dove apparve alla Madonna l'angelo a dare l'annuncio è venerata fin dall'epoca apostolica, dalla prima comunità cristiana. I discendenti della famiglia di Maria costruirono nel luogo un edificio sacro.
Gli scavi, condotti dall'archeologo francescano Bellarmino Bagatti della Custodia di Terra Santa tra il 1955 ed il 1969, in vista della costruzione della basilica attuale (edificata tra il 1960 ed il 1969), hanno messo alla luce i resti di qualche rudere del primitivo edificio giudeo-cristiano e di due chiese precedenti, una bizantina costruita nel 356 dalll'imperatrice Elena e una crociata.

I Crociati di Tancredi conglobarono la "Grotta dell'Annunciazione" in una maestosa basilica a tre navate, più grande della chiesa attuale, che venne poi distrutta dal sultano Bibars nel 1263.Nell'XI secolo, quando in Terra Santa si instaurò la dominazione dei cristiani latini con Baldovino I, si ricostruì la vecchia basilica in decadimento, restaurandola in stile romanico. Il monumento, ricco e sontuoso, venne abbattuto da Bibars, che salvò solo la grotta santa.
Solo nel 1620, il Custode di Terra Santa Tommaso da Novara ottenne la concessione dei resti della basilica.

Nel 1730 fu concesso ai Francescani di erigere sulle rovine di quella medioevale una quarta chiesa sulla grotta dell'Annunciazione, ampliata nel 1871 ed abbattuta nel 1955 per la costruzione dell'attuale basilica.
Questa chiesa francescana venne sostituita nel 1969 dall'attuale santuario, una moderna costruzione, opera dell'architetto G. Muzio, che si sviluppa su due piani: al piano terra la parte più "intima", incentrata sulla "Grotta dell'Annunciazione", che conserva numerosi reperti delle costruzioni precedenti con al centro una vera e propria area archeologica.
La Grtta di Nazareth
La casa di Loreto
La casa di Loreto

La Casa è formata da tre pareti, prive di soffitto e fondamenta, realizzate interamente in mattoni di terracotta. Le pareti sono di fabbricazione tipica dell'edilizia antica nazarena, e la tradizione vuole che fossero addossate a una grotta, quella che oggi si trova nella Basilica dell'Annunciazione a Nazareth

Le dimensioni dell'abitazione, per altro, coincidono con quelle del "buco" rimasto dove prima si trovava.

Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermerebbero l'origine palestinese: esse sono per lo più arenarie, rintracciabili nella zona di Nazareth e lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli Ebrei, ma impiegata anche in Palestina. Inoltre le pietre risultano ancora saldate da una tipica malta della zona, un misto di solfato di calcio idrato (gesso) impastato con polvere di carbone di legna secondo una tecnica dell'epoca, nota in Palestina e anche in Galilea 2000 anni fa, ma mai impiegata in Italia. Sulle pietre vi sono numerosi graffiti simili a quelli giudeo-cristiani del II-V secolo ritrovati in Terra Santa, in particolare a Nazareth.



07/04/2019
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