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La Chiesa ha il potere di rimettere tutti i peccati ?

Riflessioni sul cattolicesimo di oggi
Pubblicato da in Storia della Chiesa ·
La Chiesa ha il potere di rimettere tutti i peccati ?

di Francesco Franco Coladarci

PROLOGO:
Nell'articolo "PECCATI IMPERDONABILI" si è fatto riferimento al “Peccato senza perdono”, cioè il peccato contro lo Spirito Santo, tale peccato esclude il perdono, non perché esso non sia perdonabile ma l’atteggiamento del peccatore è tale che non lascia spazio al perdono.

ESCLUDENDO QUESTO PECCATO, ESISTE QUALCHE PECCATO PER IL QUALE LA CHIESA È IMPOSSIBILITATA AL PERDONO?,.
LA CHIESA PUÒ PERDONARE TUTTI I PECCATI OPPURE VI SONO PECCATI I QUALI NON PUÒ PERDONARE?.
E’ una domanda di non poco conto, in quanto verte la fede del cristiano, per essere più precisi del cattolico, sia nei primi secoli ma ancor più nel tempo odierno.

COME CONSIDERAVA LA REMISSIONE DEI PECCATI LA CHIESA DEI PRIMI SECOLI?

Necessita partire dall'inciso di Giovanni 20, 23 “ A chi rimetterete i peccati saranno rimessi a chi non li rimetterete non saranno rimessi”.
Gesù enuncia un comando, non dice quando perdonare ne come, ne a chi perdonare ne quanto perdonare, come si vede, dal comando gesuano si passa alla “Prassi Ecclesiam”, la Chiesa doveva stabilire come adempiere tale comando.
Nell'inciso Giovanneo non c’è nulla riguardante l’impedimento del perdono, la Chiesa Ha il Potere di rimettere “Qualsiasi Peccato”, non esiste peccato che la Chiesa non possa rimettere.

Allora comprendiamo bene che mentre il comando di Gesù è dommatico,(cioè è verità di fede) la Prassi è di diritto Ecclesiam, cioè la Chiesa stabilisce i modi, tempi e forme, per attualizzare tale comando, nella “Prassi Ecclesiale” si identificano tutti quegli atti il cui fine è una migliore comprensione del Kerygma gesuano (insegnamenti di Cristo)
Tale attualizzazione non fu semplice, anzi iniziarono a fiorire contestazioni ed interpretazioni personali.
Quando alla fine del III secolo cessarono le persecuzioni moltissimi “Lapsi” vollero rientrare nella Chiesa, da qui emersero due correnti.

Prima corrente, sostenuta dal Vescovo Novaziano e da Novato
I Lapsi e Libellati non possono essere perdonati. [1]

Apostatando dalla fede essi hanno rigettati la grazia battesimale e il dono dello Spirito Santo, per cui non è più possibile ri-accedere a ciò che si è rifiutato.
La Chiesa non ha il potere di perdonarli.

Seconda corrente
I Lapsi hanno apostatato per la debolezza e fragilità umana, quindi dopo un percorso “Penitenziale” la Chiesa avrebbe ri-accettato questi fratelli

Essendo la questione di non poco conto, il vescovo Novaziano si separò dalla Chiesa facendo moltissimi proseliti ed instaurando una propria gerarchia.
Va altresì tenuto conto che le grandi persecuzioni decimarono i fedeli sia con il martirio che con l’apostasia, riducendo la Chiesa ad un numero minimo, anche per questo la questione dei Lapsi dei Libellati e dei Digami fu posto al Concilio di Nicea del 325 d.c, affinché si stabilisse in modo perpetuo l’autorità o meno della Chiesa di perdonare “Tutti i peccati”.
L’occasione fu data dai vescovi e presbiteri novaziani, i quali desideravano rientrare nella comunione con la Grande Chiesa Cattolica.

Il concilio di Nicea li ri-accettò solo se essi avessero sottoscritto e firmato il documento nel quale si riconosceva il potere della Chiesa di perdonare ai Lapsi il loro peccato, riaccogliendoli nella Chiesa e quindi nei sacramenti dopo un percorso penitenziale di qualche anno ( di solito dai due ai sette anni), tale riconoscimento doveva essere esteso anche ai “Digami”, in quanto la prassi dovuta per i Lapsi-Libellati era la stessa per i Digami.

Il Concilio di Nicea pose fine sulla questione posta dal vescovo Novaziano, stabilendo che la Chiesa ha il potere di perdonare “Tutti i peccati”, stabilendo nella pastorale come attuare tale perdono.
Oggi, la Chiesa ha sempre l’autorità di perdonare “Tutti” i peccati, compresi quelli che per la fragilità ed il peccato hanno fatto naufragare il loro primo matrimonio, in quanto oggi come allora vi sono i “novelli novaziani” i quali come allora asseriscono che la Chiesa “non ha” il potere di rimettere tutti i peccati, dimenticando costoro l’autorità concessa da nostro Signore Gesù Cristo alla Sua Chiesa “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi a chi non li rimetterete non saranno rimessi”. [1]

Il Vescovo Novaziano affermava che la Chiesa non aveva il potere di perdonare almeno tre grandi peccati.
- L’Omicidio
- L’Adulterio (non l’atto specifico, ma nella sua estensione, come in un nuovo matrimonio)
- L’Apostasia (Lapsi-Libellati)

Gli ultimi due erano gli aspetti più in rilievo nei primi secoli




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05/02/2020
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