Riflessioni cattoliche - Riflessioni sul cattolicesimo di oggi

Cattolici oggi
Vai ai contenuti

Teologia Escatologica- Parte X

Riflessioni sul cattolicesimo di oggi
Pubblicato da in Teologia Escatologica ·
Teologia Escatologica – Parte X
di Francesco Franco Coladarci
La tua Parola è una Lampada al mio piede, una Luce nel mio camminoSalmo 119:105
Il corpo risuscitato è lo stesso corpo  deposto nel sepolcro?
Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo ragionare su due aspetti, ciò che è il corpo è ciò che è la carne, possono sembrare la stessa cosa ma non lo sono, ad esempio nel credo apostolico termina dicendo “aspetto la risurrezione della carne”, ma il credo Niceno-Costantinopolitano termina dicendo “aspetto la risurrezione dei morti”.

Quando noi diciamo o ci riferiamo al corpo ci riferiamo a quello che è la struttura fisica dell'essere umano, quando invece ci riferiamo alla carne intendiamo dire la componente materiale della struttura del corpo, ora, mentre la struttura, ossia mentre il corpo come struttura rimane inalterato nel tempo ciò che cambia è la componente di tale struttura, cioè la carne.

Noi sappiamo che le cellule del corpo nascono, muoiono e si rigenerano in continuazione così che nell'arco del tempo la componente del corpo la “carne” viene totalmente rigenerata, la carne del nostro corpo non è la stessa di sette anni fa, è stata tutta rigenerata e sostituita con cellule nuove, ma seppur la carne cambia nel tempo ciò che rimane invece costante e la struttura dell'uomo ossia il suo corpo, l’io si identifica con il corpo.

Se noi ci riferiamo al corpo come unità di struttura e di componente, cioè tra il corpo fisico e la carne, allora possiamo dire che il corpo risuscitato non è lo stesso corpo deposto nel sepolcro, ma colui che risorge è sempre la stessa identica persona nei due principi costitutivi, spirituale e materiale, la dimensione in cui il risuscitato si viene a trovare non è la stessa che aveva nella vita terrena.

Il corpo risuscitato e lo stesso corpo che si aveva ma in una dimensione completamente diversa il suo cambiamento è sostanziale, è la qualità della vita del risorto che è completamente “nuova” differente da quella che aveva precedentemente, sicché, mentre il corpo precedente era soggetto alle leggi fisiche, alla corruttibilità, alla morte, il corpo risorto non è più soggetto alle leggi fisiche, è incorruttibile, immortale.

Alcuni aspetti che ci fanno comprendere tale metamorfosi del corpo lo abbiamo proprio nella resurrezione di Cristo, mentre nella sua vita terrena Gesù aveva bisogno di mangiare, dormire, vedere, camminare, eccetera, tutto questo nel suo corpo risorto diventano accidenti, cioè possono esserci o non possono esserci, ad esempio, il suo corpo non è più soggetto alle leggi della creazione quindi alle leggi fisiche, la dimostrazione è, che egli appare ai suoi apostoli a porte chiuse, passando attraverso il muro, ma nonostante ciò il suo corpo è un corpo fisico in quanto dice a Tommaso, “toccami metti la tua mano nel mio costato, un fantasma (spirito) non ha carne e ossa come l’ho io” il suo corpo non ha più necessità di mangiare, ma a la facoltà di farlo, così che disse agli apostoli “datemi qualcosa da mangiare, sicché mangiò e bevve con loro”.

Egli non aveva bisogno di camminare, nel suo corpo glorificato Gesù poteva spostarsi istantaneamente da un posto a un altro, e pure camminò con due discepoli verso Emmaus, allora comprendiamo che il corpo risorto pur mantenendo la sua fisicità ha delle attribuzioni o caratteristiche che lo rendono diverso da ciò che era prima.
S. Paolo ebbe a dire “come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra, così porteremo l'immagine dell'uomo celeste”, la nostra risurrezione, vuol semplicemente dire entrare in un ordine nuovo di creazione, il corpo risorto è una nuova creazione di Dio, in quanto porta in sé l'immagine del “Primogenito dai morti” ed è una sua estensione.

Il corpo risorto non è una discontinuità tra l'essere storico e l'essere risorto, il corpo risorto è l'identità dell'essere, cioè il quid (che cosa è) ed il quia (come è),  in sostanza la persona risorta si riconosce nel nuovo stato come lo stesso essere che era (sono sempre io) ma solo con attributi di diversi, un altro aspetto ancora, non sono più i tratti somatici che si dovranno ricercare ma è il suo “Io”, anche ora possiamo definire i tratti somatici relativi, conosciamo una persona per il suo modo di relazionarsi, con le sue caratteristiche emotive, caratteriali, spirituali, ebbene se dopo molto ma molto tempo dovessimo rivedere tale persona senza dubbio non lo potremmo riconoscere nei suoi tratti somatici, perché negli anni si modificano rendendo la persona spesso irriconoscibile, ma ciò che riconosciamo della persona sono le sue caratteristiche interiori le quali la fanno identificare come la stessa persona che conoscevamo tempo addietro.

Anche in questo abbiamo l'esempio di Gesù, la donna al sepolcro che lo scambia per un altro, i discepoli di Emmaus i quali pur camminando per vario tempo insieme non lo riconobbero, ma compresero che era Gesù nel suo modo di parlare e nel suo modo di agire.

A dimostrazione di ciò, vi sono molte esperienze di vari mistici e santi ai quali a volte Gesù apparve loro senza essere riconosciuto, ad esempio come, un vecchio, un bambino, un mendicante ecc.

Possiamo allora dire che al momento della risurrezione l'uomo avrà il suo corpo e la sua carne trasformata, possiamo dire che il corpo come struttura e la carne come sua componente vengono spiritualizzati, nel senso che il corpo è ora sottoposto completamente all'anima, aspetto che nella vita terrena non è possibile, anzi, è l’esatto contrario.
Segue



Nessun commento



19/08/2019
Torna ai contenuti