Riflessioni cattoliche - Riflessioni sul cattolicesimo di oggi

Cattolici oggi
Vai ai contenuti

Teologia Escatologica – Parte XII

Riflessioni sul cattolicesimo di oggi
Pubblicato da in Teologia Escatologica ·
Teologia Escatologica – Parte XII
di Francesco Franco Coladarci
La tua Parola è una Lampada al mio piede, una Luce nel mio camminoSalmo 119:105
L’ Auto - Giudizio
                                                          
Esamineremo l'aspetto del giudizio, nel suo significato più profondo.
In un post precedente ho scritto che la parola di Dio è incastonata nella parola dell'uomo, per esplicitare la parola di Dio necessita farla emergere dalla parola dell'uomo, dal tempo e dalla cultura in cui essa è stata incastonata. [3]
Riprendiamo le parole dell'apostolo San Paolo il quale ebbe a dire “tutti dobbiamo comparire dinanzi al tribunale di Dio per essere giudicati in base alle opere compiute quando eravamo nel corpo”.

In questa affermazione di San Paolo emergono sia la parola dell'uomo, che la parola di Dio, la parola di Dio è espressa nelle parole, comparire, opere compiute.
La parola dell'uomo emerge dalla categoria forense, e si evincono in tribunale, giudicati.

È evidente che la parola di Dio deve essere incastonata nella parola dell'uomo, in quanto l'uomo comprende solo ed esclusivamente nelle sue categorie e nella propria cultura del tempo, sicché l’apostolo Paolo usa proprio queste categorie forense per esplicitare la parola di Dio.

L'errore che si può commettere è quello di rendere in toto tutta la pericope come espressione della parola di Dio, necessita quindi eliminare ciò che è proprio delle categorie umane per comprendere più profondamente il messaggio divino, per far questo è necessario contestualizzare la pericope del messaggio evangelico, in modo particolare il Vangelo di Giovanni definito il “Vangelo dell'amore”, poiché se abbiamo come fondamento l'amore di Dio possiamo meglio comprenderne la sua parola.

Dobbiamo quindi eliminare tutte quelle espressioni che rientrano nelle categorie forensi, quali possono essere, “giudice, accusa, giudicati, condannati, e pena”, dobbiamo anche dire che nell'arco del tempo l'iconografia non ha reso sotto questo aspetto un buon servizio, prendiamo il caso del giudizio universale nella Cappella Sistina, dove si evince in un modo spettacolare l'aspetto giuridico, accusatorio e sanzionatorio del Cristo risorto, è bene, pur ammirando la bellezza iconografica non tenerne conto.

Con la morte l'uomo viene privato della libertà di scelta, ciò che nella sua vita abbia fatto sia nel bene e nel male nel suo libero arbitrio sarà fissato per sempre, il giudizio quindi non si ascrive solo all'ultimo giorno della sua vita ma addirittura durante la sua vita, ciò è espresso molto bene dal Vangelo di Giovanni al capitolo 12- 48, nel quale riporta le parole di Gesù che ribadire: “chi mi rifiuta e non riceve le mie parole, a chi la giudica: la parola che ho detto, sarà essa aggiudicarlo nell'ultimo giorno, il termine “ultimo giorno” non si riferisce al giudizio universale bensì all’ultimo istante della propria vita, ed è proprio in quell’istante, in quel “ultimo giorno” che si fissano per sempre i propri atti.

Il futuro escatologico dell'uomo inizia proprio durante la sua vita terrena nell'accettare o nel rifiutare il messaggio cristologico, la persona accettando o rifiutando il messaggio evangelico si pone nella condizione di essere giudicato non da Dio, ma di auto-giudicarsi.
Cercheremo di comprendere meglio quest'ultima parte, cioè dell'auto- giudizio.

Al momento della sua morte l’anima (usiamo questo termine anche se non esprime bene l’io della persona) disincarnata si pone istantaneamente davanti a Dio, ed è proprio in quel momento che viene immersa nell’Amore di Dio, un amore immenso, sconfinato, che sopraffà l’anima quasi ad annientarla.

Davanti a questo Amore essa si rispecchia, si vede per come Dio la vede, l’amore di Dio è come uno specchio nella quale l’anima si riflette e si riconosce anche nei più infinitesimali dei suoi atti, in quel momento, e solo in quel momento, ha la “Piena Consapevolezza” della sua risposta all’amore di Dio quando “era nel corpo”, davanti a tale rivisitazione, nulla viene occultato, tutto gli si ri-presenta davanti, anche le più piccole cose dimenticate a suo tempo.

Nella rivisitazione della sua vita terrena ha pienamente coscienza degli effetti dei suoi atti non solo come risposta all’amore verso Dio, ma anche verso il suo prossimo, giacché sarebbe stato il riflesso di tale amore, la  consapevolezza dei propri atti si esplicitano nel sentire su di se gli effetti delle proprie “azioni, parole e pensieri”, l’anima rispecchiandosi nell’amore di Dio prova o ha piena coscienza di tutto ciò che il prossimo ha provato e subito dalle sue azioni, tale consapevolezza alla sua mancanza d’amore la schiaccia nel rimorso di aver mancato a tale amore, e prova dolore nelle sofferenze causate al prossimo.

In quel momento, si riconosce “sporca, indegna” di essere unita nell’Amore divino, desidera possedere la Luce ma nella purezza, ed è qui che desidera essere “Purificata”, e questo lo identifichiamo come il “Purgatorio”, il quale non è un “luogo” bensì uno stato nel quale agisce la purificazione  dell’anima, quando qualche anima appare a qualcuno non viene dal purgatorio, come se fosse un luogo da uscire, ma appare con il purgatorio, cioè con il suo stato purgante.

E’ proprio in questo momento che Dio applica il sacrificio di suo Figlio, affinché il suo Sangue purifichi l’anima dalle sue…scorie, non solo, Dio applica anche le preghiere, i suffragi rivolti a favore di quest’anima, sia quelli passati, sia i presenti, sia quelli futuri, nell’Istante Eterno tutto viene compiuto, anche se nelle nostre categorie temporali ci relazioniamo con il tempo e lo spazio.

Sicché il “Giudizio” di Dio “constata e non costituisce” il giudizio che l’anima si dà, sia per il possesso dell’amore divino sia per il suo rifiuto, per questo nell’escatologia moderna si parla più che un giudizio di Dio un auto-giudizio dell’anima.

Volendo ricapitolare brevemente la sequenza in quell’Istante Eterno o Eterno Presente, possiamo dire.
Alla morte l’anima si presenta dinanzi all’Amore divino, fa esperienza nella piena consapevolezza della sua vita vissuta, ogni atto pur piccolo che sia è davanti ad essa, desidera possedere ed essere nell’Amore di Dio, ma si riconosce impura, indegna di essere in quell’Amore, per cui desidera purificarsi dalle sue mancanze a tale amore, il desiderio di questa purificazione lo identifichiamo come il “Purgatorio”.
Il giudizio di Dio altro non è che l’auto-giudizio che l’anima dà a se stessa, è “particolare” in quanto espressamente personale, ed è “universale” in quanto appartenente all’universalità umana.

Dio, applica in quell’istante il sacrificio redentorio di suo Figlio Gesù Cristo, il suo Sangue purifica l’anima, insieme alle preghiere, suffragi elevati da noi ancora pellegrini su questa terra.

Tutta questa sequenza si attua in un “Istante”, in quanto nell’atemporalità non c’è un prima e un poi, un qui e un là, e tutto ciò che nelle nostre categorie richiederebbero spazio e tempo, attesa che qualcosa si compia, in Dio tutto si compie in quell’istante in cui l’anima si presenta a Lui.

Un errore che spesso si fa involontariamente è quello di trasferire le nostre categorie temporali nell’aldilà, quando recitiamo il Credo dicendo “Aspetto la risurrezione dei morti”, diciamo il vero, poiché viviamo nel tempo, e quindi ciò che diciamo è qualcosa che nel nostro tempo deve ancora compiersi, ma è anche evidente l’errore di trasferire il nostro “Aspettare” nell’aldilà.

Un altro esempio pertinente all’argomento.
Quando recitiamo il Gloria, diciamo “……..com’era in principio”, ora, se per principio si fa riferimento alla creazione, allora l’esclamazione è giusta, in quanto la creatura fa riferimento al suo divenire nell’atto creativo e quindi quel “ com’era in principio” si fonde con il suo principio. Al contrario, se facciamo riferimento solo alla S.S. Trinità allora quel principio è errato, in quanto Dio è Ab Aeterno.
Comprendiamo che necessita porre nelle proprie categorie le varie argomentazioni.
Segue



Nessun commento



19/08/2019
Torna ai contenuti