Le mani - Riflessioni sul cattolicesimo di oggi

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Le mani

  Le mani



   
Perchè questo titolo?
Semplice, le mani e come vengono "disposte"rappresentano lo specchio della personalità di chi ci circonda.

Ovviamente è una disposizione figurata e conoscere come "mettono le mani" le persone che incontriamo ci aiuta anche a capirle meglio, a comprenderle e quindi a trovare sempre la strada più giusta per convivere serenamente con loro.
La casistica è molto ampia ed articolata e non abbiamo certamente la pretesa di stendere un manuale ma semplicemente di fornire alcune opinioni personali che riteniamo possano essere utili in special modo per chi, per la diversa età, ha meno esperienza.

Andiamo quindi per gradi e cominciamo dai "casi più difficili" fino a trovare la giusta posizione di queste benedette "mani". Quelli che tengono i pugni chiusi verso "l'avversario"....

Quelli che tengono i pugni chiusi verso "l'avversario"....

In questo caso, non è difficile capire che chi tiene sempre le mani, o meglio i pugni in questo modo sono
sempre quelli che non integrati all'interno del contesto sociale nel quale vivono, considerano il prossimo sempre come un nemico dal quale prontamente difendersi.

Le ragioni per le quali queste persone sono portate a questi comportamenti sono riconducibili a diverse ragioni quasi sempre di elevato disagio nei confronti della società.

Tra i vari casi, possiamo elencare quelle persone che fin da giovani hanno avuto sempre una esistenza difficile, partendo spesso anche dalla famiglia. Sono quelle persone che hanno sempre dovuto "combattere" contro situazioni a loro avverse reagendo con pessimismo alla vita, senza riuscire a trovare, per convinzione o per educazione, dei valori importanti all'infuori della legge della sopravvivenza.

Altra categoria di queste persone che considero dei "disadattati", è formata inoltre da quelle persone che sempre per educazione familiare, non hanno mai ricevuto dei "valori" all'infuori dei soldi e divertimenti vari.
In pratica per loro il mondo e la vita sono senza scopo, con il tempo da "riempire" cercando sempre nuove esperienze e nuove emozioni, anche pericolose, dal sesso alla droga.

I concetti di amore, quello vero e di "gratuità" non esistono e tutto si compra poichè tutto ha un prezzo. I pugni chiusi in questo caso servono per  difendere quell'universo fasullo di "beni materiali" che abbiamo, sempre in contrapposizione con chi invece crediamo, desidera portarceli via.  

Se possiamo azzardare un giudizio, questi "pugni chiusi" sempre ostili, cercano spesso di conservare e "difendere" le proprie debolezze caratteriali, mai apertamente ammesse e dalle quali non vogliamo uscirne, per comodità o per mancanza di carattere anche se ne siamo sempre internamente coscienti.

Sul tema non esistono "miracolose medicine" ma una cosa importante, certamente nei loro confronti, si può fare.

Sapete come funziona il "gioco della Morra" ? Nel gioco della Morra, le forbici, vengono spuntate dalla pietra (il pugno), le forbici tagliano la "carta" ma la carta, a sua volta (la mano aperta) vince "avvolgendo" la pietra che è il pugno.....il che tradotto in parole povere: una mano aperta e disponibile è la sola a vincere "avvolgendo" con la sua gratuita disponibilità il pugno chiuso.
Come agire nei confronti di queste persone? Occorre molta pazienza dedicando loro anche molto tempo, il che non è proprio facile. Spesso si preferisce ignorarli nell'indifferenza lasciandoli ai margini della società.

A dirla su due piedi, può sembrare impossibile pensare di dialogare con chi ti respinge sempre.
Questo è anche vero ma se alla fine nei confronti di queste persone ti "spogli" anche tu offrendoti nudo come sei, con le tue debolezze, i tuoi perchè, le tue speranze, in pratica una persona umana come tante e non assumi l'aspetto del "cattedratico" che elargisce lezioni di vita a destra ed a manca,....allora vedrai che con tanta, tanta disponibilità, qualche cosa si muoverà impercettibilmente in quelle mani fino a quando, con tua meraviglia, le vedrai aprirsi verso di te.

Dialogare con queste persone, se si vuole è sempre possibile, nessuno è irrecuperabile, hanno solo bisogno di amore.
Spesso, alla fine, per non dire sempre, si impara molto di più dagli "ultimi" che da tante lezioni universitarie di psicologia e filosofia.

Quelli che tengono le mani con le palme rivolte in avanti...

Questa "categoria" di persone merita una particolare attenzione poichè, pur avendo un comportamento apparentemente normale, sono per principio "diffidenti" nei confronti di tutti o di alcune persone in particolare assumendo nei loro confronti un comportamento o di indifferenza o spesso, chiudendo le proprie mani in un pugno, a difesa della propria persona.

Anche in questo caso le origini di questo comportamento derivano sempre da situazioni di disagio, principalmente di carattere familiare o dalle negative esperienze subite in ambito sociale.
Mi fido, ma.......ed in questo caso la disponibilità nei confronti del prossimo non è mai immediata e gratuita ma sempre condizionata da una precedente valutazione dei pro e dei contro.  La "spontaneità", come atto non collegato ad un ragionamento, non esiste.

Può essere anche comprensibile che queste persone, dopo numerose esperienze negative possano avere atteggiamenti diciamo "cauti"  ed ovviamente, in questo, esistono tali e tante sfumature che rimarrebbe impossibile enunciare completamente.
Non facciamo qui un trattato di psicologia ed In genere possiamo affermare che queste persone, nei casi più estremi, non sono pienamente felici poichè tutto ciò che li circonda è "sospetto"; vivono sempre con il "sorriso a metà" cercando sempre di verificare per principio, se in tutti i comportamenti o manifestazioni delle persone che le circondano sono legati a qualche loro interesse personale  o ad esprimere qualche critica, velata o meno nei loro confronti. In breve la "sincerità" piena per loro non esiste ma sempre condizionata da un ma...

Anche in questo caso rimane difficile e spesso impossibile far cambiare questi atteggiamenti di diffusa diffidenza a queste persone ed anche se spesso si offre loro la mano tesa ed aperta, sono sempre condizionate dal sospetto del "secondo fine".

Se tali atteggiamenti si sommano poi ad un radicale pessimismo rimane quasi una "mission impossible" cercare di modificare la loro visione della vita e del prossimo.
Anche, e soprattutto in questo caso, il concetto cristiano di "gratuità" dove "si deve donare senza pretendere di ricevere", non esiste e tutto è "monetizzabile".

Quelli che tengono le mani alzate...

Beh ! E' facile comprendere che questo sia un segno di resa ed in effetti a questa categoria appartengono tutte quelle persone che, pur ancora attive, per motivi diversi si sono arresi alla vita.

Sono quelle persone più bisognose di aiuto poichè la loro arrendevolezza non deriva principalmente da aspetti caratteriali acquisiti dalla nascita ma spesso dalle avversità della vita tali e tante, spesso che si perde la speranza e la voglia di "combattere" ancora.

Speranza, ho citato la parola "speranza" ed è proprio ciò che hanno bisogno. Hanno bisogno ancora di calore umano, di essere ancora considerate come persone, hanno bisogno di riprendersi e di riappropriarsi di loro stessi, ed anche di fede.  

Quelli che tengono le mani conserte...

Anche questa è una numerosa e diversa categoria composta dai giovani fino ai vecchi indistintamente.
Parliamo dei vecchi.
Questi, possono essere o solo "in attesa" avendo già dato ormai tutto e fanno passare così i propri giorni con serenità d'animo oppure "si sono arresi prima del tempo" chiudendosi prematuramente al mondo esterno benchè ancora in possesso di tutte le energie.
Va da sè che i secondi siano criticabili per "morire prima del tempo" rimanendo inerti e chiusi ad altre attività ancora molto importanti quali dedicarsi alla cura dei nipotini, al volontariato, ecc.

Se ci riferiamo ai giovani, il fatto è ancora molto più grave poichè rappresenta un problema sociale complesso e molto importante.
Molti giovani si illudono oggi che basti prendere anche stentatamente e in alcuni casi anche con qualche "spintarella", un "pezzo di carta" per avere poi diritto ad un lavoro, ovviamente adeguato al loro titolo di studio.

Il lavoro viene interpretato solo come un diritto e NON come un dovere e se quindi lo stato e la società in genere non sono in grado di assicurare loro questo "diritto", si mettono con le "mani conserte" ed aspettano....

Se invece interpretiamo giustamente il lavoro anche come un dovere di tutti i cittadini italiani, allora le cose cambiano radicalmente poichè tutti devono adeguarsi ed adattarsi alle esigenze dell'economia.
In pratica si hanno due linee di pensiero: la prima che possiamo definire "comunista" dove è lo stato che deve pensare al cittadino, come si suol dire "dalla culla alla tomba".

La seconda che definiamo invece "liberale" dove, in regime di concorrenza internazionale e di globalizzazione dei mercati è il cittadino che deve con il suo lavoro e la sua attività sociale e politica, pensare allo "stato" ed al suo miglioramento.

Il "lavoro", non è un "frutto" che si trova sugli alberi e che cresce in ogni regione italiana. Non è nemmeno un "frutto" sempre alla portata delle nostre mani ed occorre spesso fare fatica per "salire sull'albero" e coglierlo.....in pratica "darsi da fare"....

Quelli che alzano le mani al cielo....

Potrei chiamare questa categoria: quella dei "falsi mistici" per la semplice ragione che di fronte a qualsiasi problema ed avversità della vita, alzano gli occhi al cielo, sospirano e dicono: "siamo nelle mani del Signore"...oppure pensano che solo pregando si possano risolvere i problemi contingenti della vita. Non dico che non si debba pregare ma "anche" pregare, il chè tradotto in pratica significa: " aiutati che il ciel t'aiuta"....


Quelli che alzano il dito indice

Questa è la categoria dei "sapientoni" e di quelli che "con la puzza al naso" credono sempre di sapere tutto su tutti. Ti guardano sempre dall'alto in basso ed elargiscono "consigli" o giudizi a destra ed a manca sempre con aria di supponenza di "saccenti".
Come difendersi da questi ?

L'importante è di non cadere nella sterile ed inconcludente polemica; tanto alla fine avrebbero sempre ragione loro...
In questi casi occorre usare sempre l'arma vincente dell'ironia. Il consiglio è sempre quello di munirsi di grande ironia ed accettare il " dialogo" che alla fine è sempre però  un "monologo".

Si deve dare  loro corda incalzandoli nel loro "dotto sapere" fingendo di essere interessati e quasi di adularli fino a farli poi cadere con la solita "domandina facile facile" alla quale non sapranno ripondere cadendo in contraddizioni talmente grandi da far fare loro di fronte agli altri una figura barbina....
Per fare questo, non c'è soddisfazione ad essere soli ma avere intorno altri interlocutori. Il risultato finale normalmente in questi casi è che tutti alla fine lo prenderanno velatamente in giro mentre lui rimarrà "smarrito" non capendo alla fine il risultato della sua "opera".

Quelli che si mettono le mani sulla testa

In questa categoria possiamo metterci tutte quelle persone che appena trovano una difficoltà, a differenza di quelli che si "arrendono subito" con l'unica spiegazione che "non sono capaci", Quest'ultimi si disperano sulla loro disgraziata situazione imprecando o piangendo sul fatto che "capitano tutte a lui" come se anche altri non avessero gli stessi loro problemi contingenti


Quelli che ti tendono la mano aperta con le palme in alto.....

Non sto parlando dei poveri e dei bisognosi che chiedono l'elemosina ma di quella categoria di persone che non possiamo definire "cattive" ma "lagnose". Le cose le fanno, sì ma strascicandosi e gemendo oltre a piangere sempre delle loro disgrazie e chiedendo un appoggio ed un aiuto da altri senza avere il coraggio e la forza di affrontare i loro problemi.



Quelli che tengono le mani dietro la schiena..

In questa categoria sono incluse tutte quelle persone di tutte le età che spesso parlano, parlano, sentenziano, giudicano ma non si degnano mai di darsi da fare in special modo per cambiare la società. Sono quelli, in pratica, dell'"armiamoci e partite"...
Non desidero riprendere inoltre le critiche circa il tema "impegniamoci"delle precedenti riflessioni, ma molti, troppi,on Italia fanno parte di questa schiera di "attendisti" che spesso, con "le mani diestro la schiena" non hanno nemmeno il coraggio di parlare. Sono "assopiti"  e narcotizzati dalla "abitudine all'abitudine".



Quelli che tengono le mani giunte

Queste persone possono rappresentare tutti quelli che in qualsiasi momento della loro vita, senza farsi accorgere da nessuno ed in silenzio, tengono le mani in preghiera. Non è una "invocazione " altisonante ma una sommessa preghiera di ringraziamento o di ricerca di aiuto e di conforto nei momenti diffici o tristi della nostra vita. La vera preghiera aiuta a rafforzarsi e ad "affrontare" le difficoltà della vita e non passivamente "subirle".





Quelli che tendono le mani aperte verso di te...

Finalmente e proprio da ultimo, (dulcis in fundo) esiste anche la categoria di quelle persone che per principio non sono sospettose ma aperte cordiali e sempre sincere; quelle che quando ti incontrano, caratterialmente, con un sorriso, ti tendono sempre le mani....

E' vero, non sono molti e grazie a Dio non sono una categoria in fase di estinzione...
Li riconosci subito, se hai l'occhio attento, hanno un sorriso diverso dagli altri, ed anche se non hanno niente, ti offrono subito tutto: loro stessi.
Sono persone che ti mettono, per certi aspetti, a disagio poichè ti "disarmano" con la loro vera semplicità (quella di San Francesco, tanto per intenderci) e sono capaci anche con una parola ed un semplice sorriso di cancellare ogni tua istintiva difesa lasciandoti "nudo" di fronte ai veri valori della vita.  Non puoi "combatterli", non puoi con loro discutere, cosa puoi offrire loro se non subito la tua disponibilità ed amicizia?

Chi dice che non esistono persone del genere, non è una persona "sfortunata", è solo una persona "cieca". Essi esistono e ti passano accanto silenziosi e senza che apparentemente il mondo  si accorga di loro ma sono loro che alla fine, semplicemente e silenziosamente, fanno la storia.

Considerazioni finali .......

Fino ad ora abbiamo parlato dei diversi atteggiamenti senza accennare al fatto che le "mani" sono due e spesso non agiscono insieme e non si mettono nelle stesse posizioni.
Cosa vogliamo dire con questo?
Ribadire che a fronte di queste "casistiche"  esistono tante altrettante  "variazioni sul tema" circa la diversa disposizione delle mani.
Facciamo un esempio:

  • Una persona ti porge la mano destra tenendo nascosto il pugno sinistro. .....
  • Una persona mette una mano avanti e l'altra con il pugno.......

Potremo continuare poi con moltissime altre combinazioni lasciando a voi le relative considerazioni .....
Alla fine desideriamo  ribadire una cosa molto, ma molto importante: le persone non sono numeri, ma ovviamente persone.

In matematica, 2 + 2 fa sempre 4, mi sembra per questo particolarmente ovvio.
Quando invece si parla di persone, in relazione al loro carattere, alle situazioni temporali, all'umore del momento e da tanti altri parametri, 2 + 2 può fare 4 come 5 come 3.....

La psicologia non è una scienza esatta ma aiuta a vivere meglio nel rapporto con gli altri, cercando di prevedere, volta per volta, con un po' di esperienza, questi diversi comportamenti in relazione alle varie situazioni che si possono presentare.

"Capire", significa anche amare.

Viran



07/04/2019
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